
Non le manda certo a dire le cose! Espone con una chiarezza disarmante molti concetti che io, da buon giovin rivoluzionario, inneggiavo a colpi di slogan (e probabilmente senza neanche averne cognizione di causa) che sentivo miei già in gioventù.
Il libro non è contro l'America, chiariamo bene questo punto (come diceva Gaber: ... non sono anti americano, sono contro quell'idea che tutto quello targato "americano" sia giusto..; beh forse non diceva esattamente così ma il senso era quello...), ma è contro l'idea della politica del sottobosco, del sotterfugio e della menzogna. Della politica fatta per pochi e non per il popolo (quando invece dovrebbe essere esattamente il contrario se ci si vuole fregiare del termine "democrazia").
Meglio che smetti gli sproloqui e lasci a tutti coloro che avranno la voglia di leggerlo (il libro è scritto benissimo e storicamente ineccepibile) il giudizio di merito. A me è piaciuto molto e la cosa che mi anche fatto piacere è scoprire che si può criticare il paese più forte del mondo dal suo interno senza essere bollato come "comunista" ma facendo quindi splendida dimostrazione di democrazia culturale. Buona lettura!
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