
Questo romanzo è forse più "giallo" del precedente ma sempre raccontato con l'ironia che ha contraddistinto il precedente (sempre "spettacolari" i duetti dialettici con il suo amico/collega Comaschi) e con quella vena "milanese" che mi fa paragonare il buon Ferraro al Montalbano di Camilleri (anche qui, si presentano situazioni in cui si fa uso del dialetto milanese).
Come nell'altro libro raccontato, anche qui ho trovato una frase che mi ha fatto letteralmente rovesciare dalle risate: mentre stanno seguendo con la logica che contraddistingue i due investigatori nostrani un fine ragionamento per dare una svolta alle indagini, Comaschi dice a Ferraro di ... smettere di fare della tetrapiloctomia. Allo sguardo basito di Ferraro, Comaschi spiega di smettere di "spaccare il capello in quattro"! E se questa non è comicità stile muppet show......! Leggetelo! Leggeteli tutti! Soprattutto se siete di Milano (o dintorni) o abitate o avete abitato a Milano e potete riconoscere i luoghi descritti. Ma anche se non conoscete Milano, leggeteli lo stesso; ne vale veramente al pena! Super consigliato!!!
devo assolutamente far partecipe di questa rubrica ilcompagnogiorgio, lui di milano se ne intende, più di libri
RispondiEliminaciaooo